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domenica 19 febbraio 2017

come hai detto che ti chiami?

"Come hai detto che ti chiami?", quante volte me lo sono sentita dire, nonostante abbia un nome facile da dire a da portare. 
Ma se uno si trovasse a portare un insieme di nomi, e da questo mi sono salvata solo dalle virgole dopo il primo nome, certo la vita ti si potrebbe complicare non poco.
Ho un amico con due nomi, alcni di noi lo chiamano col primo nome ed altri col secondo e se non li conosci tutti e due succedono scene esileranti.
Torniamo al libro di Simona, dove Giulia Agrippina Augusta sogna di essere chiamata solo Giulia, come darle torto!
Giulia ha una famiglia decisamente alternativa e variegata, come quella in cui viviamo un po tutti, ha una vita sentimentale molto incasinata e un carattere indefinibile, perchè reagisce sempre come un gatto accarezzato contro pelo per difendersi dalla sua paura di soffrire, quindi sembra sgorbutica, antipatica, intrattabile e non addomesticabile......poi arriva il suo gemello che va a convivere con la sua amata EriKa e il nuovo coinquilino Valerio.
Anche i gatti accarezzati contro pelo possono trovare persone e situazioni che le fanno cambiare modo di mostrarsi agli altri.
il tutto condito con tante battute esileranti, infatti quando ho cominciato a leggere il libro, prima di dormire, dopo l'ennesima risata il barbamarito mi fa: "hai cominciato a leggere il nuovo libro di Simona?"
Scordavo, odio le storie d'amore, ma qui ce ne è più di una, ma nessuna sdolcinata.
La storia tra Giulia e il suo amore.
La storia tra i genitori di Giulia.
La storia del gemello della nostra potagonista con Erika.
La storia tra nonna Italia e il nuovo spasimante misterioso.
e poi le storie d'amore di Simona sono troppo divertenti!

sabato 19 luglio 2014

dal libro al blog e......dal blog ai libri!

A me piace leggere. Leggo essenzialmente narrativa, i libri gialli o polizieschi;  non disdegno romanzi ad ambientazione storica, specialmente se mbientati nel medioevo; mi piacciono anche le storie d'amore, ma che non siano stucchevoli e solo piene di immagini vietate ai minori; leggo qualche fumetto, con le migliaia di fumetti dello (s)barbamarito non potrei farne a meno!

Mi piace girare per le librerie, piccole o grandi che siano, mi piace vagare sulle librerie on-line, preferisco il libro cartaceo e forse è per questo che uso poco il lettore e-book.

Il lettore e-book non posso certo portarmelo a letto, dove spesso mi addormento facendomi cadere il libro dalle mani, temo che l'e-book reader se ne avrebbe molto a male!

In una delle mie innumerevoli visite in libreria ho scoperto questo libro di Claudia de Lillo "Non solo mamma".
Mi ha attratto la copertina, il giorno dopo sarebbe stata la festa della mamma e la mia era a casa sua (670 km) di distanza e poi mi sembrava l'immagine adatta a tante donne che conosco!
Leggendo le avventure di questa super mamma, con 2 figli (ora 3), un marito partime che si divide fra milano, aerei per londra e la famosissima città di A oltre oceano e Bari mi è venuta voglia di leggere il suo blog.
Così sto vedendo crescere questi pargoli, e soprattutto vedo una mamma che cerca di sopravvire alla famiglia, al lavoro e che cerca di ritagliarsi dei piccoli spazi tutti per se e per essere anche testimonial di AMREF.
Una NONSOLOMAMMA a pieno titolo!
p.s. ha pubblicato anche altri due libri: "non solo due" e "dire fare baciare" (una mamma specializzata in maschi che parla di femmine, dire un esperimento molto ben riuscito!)


 Nel mio vagare di blog in blog ho conosciuto il blog di Simona Fruzzetti: "a casa di Simo", un blog dai toni molto ironici, così come è l'autrice.
Si parla di tutto: figlia, marito, amicizie, cucito, cucina, ricamo, craft room, delle figure che sarebbe meglio non fare.....ecc ecc.
Scordavo parla anche delle sue creature: "il male minore" e "chiudi gli occhi".
Confesso ho aspettato molto per leggerli, ero molto scettica, dubbiosa, titubante.........

Una delle bellezze di questa donna è stata la sua risposta ad una proposta che gli abbiamo fatto assieme al barbamarito: "tornando da Roma vorremmo passare da Pisa per prenderci un caffè assieme.....ti va di incontrarci?"
Detto e fatto!
Un incontro all'insegna delle risate e della voglia di condividere parole e non solo.

I suoi libri hanno un pregio: le descrizioni sono molto dettagliate , ma assolutamente non noiose. 
Cominciando a leggere "Chiudi gli occhi" mi sono ritrovata ad essere la veterinaria che andava al galoppo sulla spiaggia e sentiva la salsedine intrecciarsi ai suoi capelli rossi! Una scrittrice che sa farmi entrare così tanto in quello che scrive ha tutto il mio rispetto.
Ne "il male minore" mi sono ritrovata ad essere la libraia che cerca di inseguire un suo sogno.
Due bei libri, non vi racconterò le storie, spero di avervi lasciato con quel pizzico di curiosità che vi faccia venire voglia di leggerli.

sabato 7 agosto 2010

coincidenze



Ho appena finito di leggere “Agnes Browne nonna”, e come gli altri due precedenti (Agnes Browne mamma e I marmocchi di Agnes) è stato veramente un bel libro, molto coinvolgente e ricco di episodi legati alla vita di una famiglia di Dublino. Questo libro lo avevo da diversi mesi nello scaffale dei libri da leggere, è stato un regalo dei miei suoceri…messo dentro ad una borsetta che mia suocera mi ha cucito e ricamato  In questo libro si parla di Agnes, ormai nonna, del suo rapporto coi figli e coi nipoti, fin qui nulla di eccezionale, ma forse è proprio lo stile a rendere eccezionale questa piccola saga familiare. La cosa che mi ha colpito maggiormente è stato il motivo della morte di Agnes: un aneurisma cerebrale. Mentre leggevo sentivo risuonare nella mia testa le stesse parole che ci ha detto meno di un mese fa uno dei medici delle rianimazione che seguivano la mia mamma. Lo scrittore ha messo nella bocca del medico queste parole: - “Avrei voluto darvi notizie migliori” esordì il medico. “La TAC evidenzia un’emorragia cerebrale, causata da un aneurisma. Ora, prima che mi facciate tutte le domande del caso, lasciate che vi spieghi che non c’è nessun particolare motivo per la comparsa di un aneurisma. A volte esiste fin dalla nascita. Alcuni soggetti, con aneurisma congenito, ci convivono tutta la vita senza mai esserne colpiti, magari senza mai sapere di averlo. Qualcuno ne viene colpito e guarisce. Con franchezza, però, devo dirvi che in molti casi gli aneurismi possono provocare un ictus e, persino, diventare fatali” -