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giovedì 14 luglio 2016

cara mamma ti scrivo......

che il 12 è stata una giornata di quelle che ti tolgono il fiato per tutto quello che è successo, eppure la sera a cena sei stata nei nostri pensieri e noi nostri cuori: abbiamo parlato di te!

ricordo ancora la telefonata che ci siamo fatte la mattina prima che ti sentissi male, ci siamo lasciate ridendo. ti sentivo felice! eri in vacanza, in un luogo che amavi col tuo Roscio (diciamo ex-roscio......che è sempre più bianco).

ricordando la serata toast, organizzata all'ultimo minuto a casa nostra. Era arrivato il barba dal lavoro e mi fa dispiaciuto: "ma avevo capito che sta sera avremmo fatto i toast" ed io: "no, perchè c'è mamma" e tu: "perchè io ho fatto la cattva allora niente toast?". Ci siamo guardati in faccia e mentre il barba andava a prendere la tostiera in garage io e te abbiamo cominciato a preparare il necessario.

mi manchi, mi manca la tua faccia da birba!

sono 6 anni eppure sei sempre nei nostri cuori.


venerdì 12 luglio 2013

e siamo a 3!

luglio era il mese di compleanni importanti: a pochi giorni di distanza compievano gli anni tutte e due le nonne, quindi ho passato tante estati a tornare a roma per festeggiare una nonna per poi tornare di corsa in campagna dall'altra per festeggiarla.
le mie nonne: due leonesse che hanno difeso la propria famiglia e i propri figli fino a quando non sono diventati autonomi e indipendenti.....e quando potevano continuavano ad aiutarli in tanti modi.

luglio è diventato il mese in cui uno squarcio si apre nel cuore, oggi sono 3 anni da quando la mia mamma ci ha lasciato. Una leonessa anche lei, una leonessa più taciturna e discreta, che entrava nella vita degli altri in punta dei piedi e che vi restava sempre in disparte, senza mai irrompere.

ciao mamma, da lassù veglia su noi tutti


martedì 17 aprile 2012

e siamo a 40!

e 40 non sono i gradi della temperatura e nemmeno i km che mi separano da qualcuno o gli euro che mi mancano per un acquisto.

40 sono gli anni che ho vissuto!
ebbene si, oggi sono entrata negli anta!

mio marito sta sera mi ha chiesto: "promuoveresti questo decennio che hai appena concluso?"
nonostante tutto si!

facciamo l'elenco delle cose negative:

  • persone perse affettivamente lungo la strada
  • persone morte, e mettiamone 4 su tutte: la mia mamma, zia lidia, la Cia (la nonna di scorta) e nonna Dina
  • lungo la strada di questo decennio ho trovato malattie talmente simpatiche che mi si sono incollate e non vogliono più mollarmi, impedendomi di procedere veloce e spedita come prima
  •  ho lasciato lecce e un pezzo del mio cuore resterà per sempre legato a quella terra
cose positive:
  • sono tornata a roma
  • ho conosciuto il barba-marito
  • mi sono trasferita in piemonte
  • ci siamo sposati
  • mi sono laureata
  • ho incontrato tante persone positive
  • la voglia di vivere e di combattere non mi ha mai mollata
  • la gioia continua a dimorare nel mio cuore
  • la mia creatività continua a voler trovare nuove forme di espressione
  • ho visto nascere i figli di tanti amici
insomma un decennio pieno di cose e persone!

un pezzo di vita vissuta, che ho intenzione di tenermi tutta nel cuore  e nella memoria

per i festeggiamenti ..........ne riparliamo a fine mese!


domenica 12 febbraio 2012

mi sono svegliata........

avvolta da un abbraccio di tenerezza e non volevo aprire gli occhi, consapevole che tutto sarebbe finito!

Oggi  ho sognato la mia mamma, per la prima volta!

I miei sogni sono spesso strani, mettono insieme persone e luoghi che non hanno a che fare l'un con l'altro e quando me li ricordo e li racconto al barbuto, il suo commento è: "ma che c'hai messo ieri sera nel tuo piatto?"

personaggi:
la mia mamma
papà
la sottoscritta
il barba
Roger, un amico del barbuto

Io e la mamma siamo a pochi km da Lecce, io l'avevo raggiunta di corsa da Biella perchè avevamo alcune cose da fare urgentemente da sole, solo che nel frattempo è arrivata la neve e l'indomani mattina presto avrei dovuto prendere il treno per rientrare a casa......quindi si decide di andare a dormire vicino alla stazione.
Ci viene a prendere un tassista e per andare in stazione ci fa fare la tangenziale di Lecce che è piena di neve farinosa, ormai grigia, e ci troviamo a slittare a destra e sinistra, manco fossimo su una strada a 6 corsie, tipo le montagne russe come effetto......non si sa come arriviamo all'albergo che avevamo prenotato.
Chiediamo il numero della camera e ci dicono "su in cima, la 20!"
Pian piano ci avviamo su questa scalinata di legno e scopriamo che non tutte le porte sono stanza per dormire: una di queste porte si apre su un'esposizione di mobili dove vediamo una bellissima cucina nera e una coppia che se la sta studiando. Continuiamo a salire e vediamo delle tende arancioni al posto di alcune porte.
Arrivate in cima vediamo le porte nr 17, poi 18, giriamo la testa dall'altra parte e vediamo la 19 ....e la 20 che fine ha fatto? C'è un uomo vestito di arancione che fa le pulizie, chiediamo a lui informazioni sulla camera 20 e indicandoci una porta ci dice che la 20 è diventato un ripostiglio......effettivamente dietro la porta che ci ha indicato c'è un piccolo ripostiglio.
Io e la mamma riscendiamo e quando ripassiamo davanti all'esposizione di mobili vediamo del fumo e sentiamo l'uomo della coppia che studiava la cucina che dice alla moglie: "il frigo fuma!", ci fermiamo a guardare e notiamo che il fuoco viene fuori da una cucina vicino e che il fumo sembra uscire dal frigo (il frigo era basso come una lavastoviglie) e io dico alla tipa di staccare tutte le luci dal quadro e lei invece si mette ad accenderle tutte....poi riesce a fare il buio totale.
Scendiamo e cominciamo a dare l'allarme incendio e per le scale mi rendo conto che mamma non mi segue più, la chiamo e lei mi dice: "la borsetta...l'avevo scordata...ti raggiungo!"
Arrivata giù trovo papà con una piccola borsa termica (che è quella che di solito usa il barba per portarsi il bibitame a lavoro) che gli levo dalle mani e la rendo al barba, mentre ne dò una più grande a papà per il viaggio.
Racconto quello che ci è successo dentro l'albergo e ci dicono è tutta colpa di Roger, che in quel momento scende da un camion.
Continuo a cercare la mia mamma ma non la vedo!


Se qualcuno ci capisce qualcosa......mi faccia un fischio!

mercoledì 1 febbraio 2012

i segni della tua assenza/presenza


era un anno che non andavo in quella che è stata la nostra casa
la casa dove sono cresciuta
la casa dove abbiamo condiviso gioie e dolori
la casa che con tanta fatica te e papà avete creato a misura per la nostra famiglia
entrare è stato indolore
il dolore è arrivato dopo
è arrivato inatteso
è arrivato quando sono entrata nella vostra camera 
ed ho visto la tua poltroncina vuota
i tuoi abiti non c'erano
mancava il tuo bicchiere d'acqua sul comodino
non c'era il tuo tubetto di crema per le mani
in bagno non ho trovato le tue creme, il tuo profumo
non c'era il tuo accappatoio ordinatamente appeso
mancavano le tue riviste
la casa è pulita e ordinata....
ma non ha il tuo tocco
in genere si dice tocco d'artista
io direi tocco di mamma!

giovedì 19 gennaio 2012

grazie Mister Lauuuro

Due anni fa, quando ci fu quel freddo pazzesco e tanta neve e ghiaccio, mi decisi a comprarmi un paio di scarponcini, decisamente più adatti al clima: imbottiti, con tanto di carro armato sotto.

Fin qui niente di insolito.

Poi in casa deve esser entrato il Lauuuro!
Mia mamma definiva Lauuuro quella presenza domestica che ti faceva sparire le cose da sottogli occhi!

fatto sta che alla fine dello scorso inverno cercavo i miei scarponcini da metter via e non li ho trovati. Poi a inizio di questo inverno li ho ricercati per poterli usare e...non li ho trovati.
Più volte ero scesa in garage a cercarli, ma anche li niente da fare.
Ieri abbiamo svuotato il garage e nemmeno sta volta sono usciti fuori.
Li ho dati definitivamente per dispersi chissà dove!

Sta mattina alle 4,30 mentre passo davanti alla scarpiera guardo dentro (ho l'anta in vetro) e vedo un paio di scarpe che non riconosco, apro e cosa vedono le mie pupille...GLI SCARPONCINI RITROVATI!!!!

Ho capito, la prossima volta cercherò di trattare meglio il Lauuuro!

martedì 13 settembre 2011

c'erano una volta tre fratelli.....

erano in tre, così simili e allo stesso tempo così diversi.

il fratello maggiore era un maschio, poi a seguire 2 femmine.

se ne sono andati tutti e tre, nello stesso ordine in cui sono venuti al mondo.

il primo 21 anni fa, pochi giorni dopo il mio diciottesimo compleanno, l'ultima volta lo sentii proprio quella sera al telefono per gli auguri.

a luglio dello scorso anno la mia mamma, e mi rendo conto ancora di non esserne uscita completamente fuori dal dolore e dallo scombussolamento che ha lasciato......per non parlare del vuoto e della mancanza fisica.

sta notte è toccata all'ultima dei tre. era la zia con cui riuscivo a parlare veramente, a confidarmi. gioiva delle mie gioie e si rattristava dei miei dolori. in comune avevamo diverse malattie. ricordo ancora quando, mentre eravamo a portaportese, le parlai la prima volta del mio barbuto.....le brillarono gli occhi dalla gioia. poi cominciò a farmi qualche domanda della serie quanto è alto, com'è fisicamente, il carattere ecc......quando le dissi che era alto mt 1,90 si fermo e mi disse: "ma allora debbo comprarmi una scaletta per guardarlo negli occhi!"
sai zia, per i primi di ottobre avevo messo in programma la mia venuta a roma, proprio per poterti incontrare, ma sei andata via prima. sono contenta di averti sentita fino a 3 giorni fa e continuavi a ripetermi quanto fossi contenta per il nostro progetto per la casa nuova.

oggi, dopo 21 anni i 3 fratelli sono nuovamente assieme e tutti e tre mi mancano.

domenica 21 agosto 2011

strane eredità!

ogni tanto si legge qua e la di strane eredità, del tipo patrimoni lasciati ad animali, di oggetti a volte bizzarri lasciati come eredità....quando ero bimba mi arrivarono una sedia in ferro battuto (leggermente grande per una barbie) e una in legno impagliata a mano (perfetta per i cicciobelli e carolina) che erano di una cugina di mia nonna. Oppure una volta mi sono arrivati tutti i calzini di uno zio, nessuno li voleva perchè troppo colorati :p

oggi parlando col barbuto pensavo alla strana eredità che la mia mamma ha lasciato al mio papocchio!
mia mamma era l'eterna indecisa, cambiava continuamente idea......e mi è capitato diverse volte che mi dicesse "usciamo!" ed io mi cambiavo, non facevo in tempo a finire di vestirmi che arrivava a dirmi "no, restiamo a casa!"........una volta ha cambiato idea 8 volte, ed ogni volta io mi rivestivo o mi spogliavo......poi le dissi "quando fai pace con te stessa avvisami! così saprò veramente quello che vorrai fare, fino a quel momento SPARISCI!"
ora la mia mamma se ne è andata da un anno e mio padre, che era quello che aveva sempre le idee ben chiare........ora è l'eterno indeciso!!!!!
ma dico, non poteva lasciargli in eredità beni materiali tipo un paio di milioni di euro!?!??!
così, finito di diventar matta appresso e lei, ora divento matta appresso a lui!!!

sabato 12 marzo 2011

strano compleanno

ho sempre dato per scontata la tua presenza
sapevo che prima o poi avrei incontrato la tua assenza
ma è stata una cosa talmente rapida
talmente improvvisa
non ero pronta
non sono pronta
non mi sento pronta a camminare senza la tua fabbrica di ansia che mi alita sul collo
ieri ho rivisto delle tue foto
ho rivisto il tuo sorriso e la tua pelle così abbronzata
che invidia!
ho nel cuore e nella mente il tuo sorriso
e la tua ultima telefonata
eri felice!
oggi non posso portarti un fiore
ma il mio cuore getta nel mare in cui ora sei
ciclamini di tutti i colori!

buon compleanno mamma

lunedì 22 novembre 2010

un ultimo desiderio

ultimo desiderio
un ultimo desiderio esaudito
il punto messo sulla burocrazia
il punto che non verrà mai messo sul dolore
il punto che non verrà mai messo sulla tua mancanza
il punto che non verrà mai messo sulla tua assenza
il punto che si sta attorcigliando nel mio stomaco
il punto che segna il punto di non ritorno
il punto del mare in cui ho visto le tue ceneri inghiottite dalle onde del mare
il punto del dolore che si pensa di non poter mai superare
il punto in cui il mare ha cambiato colore
il punto in cui sei tornata al mare che hai amato tanto
il punto del mare dove ti sarebbe piaciuto andare a vivere

il punto in cui l'addio diventa "per sempre"
grazie mamma
grazie per avermi dato la vita
grazie per aver voluto vivere assieme a noi fino alla fine

sabato 7 agosto 2010

coincidenze



Ho appena finito di leggere “Agnes Browne nonna”, e come gli altri due precedenti (Agnes Browne mamma e I marmocchi di Agnes) è stato veramente un bel libro, molto coinvolgente e ricco di episodi legati alla vita di una famiglia di Dublino. Questo libro lo avevo da diversi mesi nello scaffale dei libri da leggere, è stato un regalo dei miei suoceri…messo dentro ad una borsetta che mia suocera mi ha cucito e ricamato  In questo libro si parla di Agnes, ormai nonna, del suo rapporto coi figli e coi nipoti, fin qui nulla di eccezionale, ma forse è proprio lo stile a rendere eccezionale questa piccola saga familiare. La cosa che mi ha colpito maggiormente è stato il motivo della morte di Agnes: un aneurisma cerebrale. Mentre leggevo sentivo risuonare nella mia testa le stesse parole che ci ha detto meno di un mese fa uno dei medici delle rianimazione che seguivano la mia mamma. Lo scrittore ha messo nella bocca del medico queste parole: - “Avrei voluto darvi notizie migliori” esordì il medico. “La TAC evidenzia un’emorragia cerebrale, causata da un aneurisma. Ora, prima che mi facciate tutte le domande del caso, lasciate che vi spieghi che non c’è nessun particolare motivo per la comparsa di un aneurisma. A volte esiste fin dalla nascita. Alcuni soggetti, con aneurisma congenito, ci convivono tutta la vita senza mai esserne colpiti, magari senza mai sapere di averlo. Qualcuno ne viene colpito e guarisce. Con franchezza, però, devo dirvi che in molti casi gli aneurismi possono provocare un ictus e, persino, diventare fatali” -

lunedì 19 luglio 2010

un grido di dolore

11/7/2010 ore 17.00
In un attimo la mia mamma non c'era....o meglio c'è ancora
La mia mamma non sarà più la stessa
Una bomba le è esplosa nel cervello
Una piccola bomba ha creato un danno enorme, un danno che a distanza di due giorni ha ancora la forza e la capacità di recare ulteriori danni

La mia mamma mentre cadeva a terra ha fatto la faccia della serie "cosa mi sta accadendo?", non ero li in quel momento, ma so bene quale deve essere stata la sua espressione.


Ieri l'ho vista e facevo veramente fatica a riconsocerla, c'erano tubi, drenaggi, fili che le uscivano da ogni dove. Il monitor al quale era collegata indicava il battito del suo cuore, io ho fatto fatica a vedere il lenzuolo alzarsi e sollevarsi al ritmo del suo respiro. Volevo accarezzarla, ma non ci hanno lasciato entrare, vorrei poterle parlare.....ma è in coma farmacologico. L'unica cosa che mi rasserena è che lei non sta sentendo alcun dolore.


Il mio papà sembra un cane bastonato, ha compreso la gravità della situazione, ma allo stesso tempo ci ritroviamo a fare assieme lo stesso sogno: "rivoglio Gabriella", "rivoglio la mia mamma". Ma come ci siamo detti, proprio perchè ne siamo consapevoli, è solo un sogno e come tale resterà.

Il mio papà sembra invecchiato da un giorno all'altro.

La mia mamma nel corpo fisico, esteriore è la stessa di quando l'ho vista l'ultima volta, solo che sorrideva, era contenta: contenta dei progetti che stavamo facendo per la nuova casa, per il lavoro. era contenta perchè si stava godendo queste vacanze, era talmente rilassata che si era comprata un nuovo costume da bagno, una borsetta, voleva andare in giro per saldi....e si che era veramente difficile portarla in giro a fare compere.


Le prospettive sono tutto tranne che buone, se si dovesse riprendere il suo sorriso e la sua faccia da birba non saranno più gli stessi e sarà un cammino molto lungo.


Il saperla qua e il dover rientrare a casa sono una sofferenza nella sofferenza, il sapere di lasciare papà qua da solo ad affrontare il tutto è un'ulteriore sofferenza nella sofferenza.


In questi giorni stiamo vedendo come l'affetto degli amici, impotenti come noi, di alcuni parenti sia un sollievo nello spezzare, nel condividere il dolore.

Vicino a noi ci sono degli angeli in carne ed ossa che ci sostengono.

In questi giorni ho visto mio papà piangere per la seconda volta, lacrime strozzate, la voce rotta.

tra ieri ed oggi ho dovuto telefonare io ad alcuni parenti ed amici di famiglia, lui non riesce a parlarne senza piangere e quando qualcuno lo chiama per sapere come vanno le cose...vedi che cerca di fare telefonate corte per non mettersi a piangere.

Il mio papà che non vuole saperne di trasferirsi vicino a me, mi ha stupito.
Quando arriverà il momento della riabilitazione, cercheremo un centro nella nostra zona in modo tale che non sia solo, in modo tale che anche io possa dargli una mano.

Il mio papà ha detto una cosa, appena ci siamo visti ieri sera: "Siamo maledetti!"

A questo non posso credere, ma posso capire che ha bisogno di trovare un perchè per tutto quello che sta accadendo alla donna che ama da 51 anni, e che vorrebbe ancora vicino a se come prima dell'ora di pranzo di venerdì.

io so solo che in questo momento non riesco ad augurarle di vivere perchè so che quello che l'aspetta lei non avrebbe mai voluto viverlo, ma allo stesso modo non riesco ad augurarle di morire perchè voglio la mia mamma. in questo momento dire e soprattutto vivere "Sia fatta la Tua volontà" mi riesce davvero difficile, ma so che solo nel momento in cui riuscirò a dirlo e a viverlo...ritroverò la serenità.


11/7/2010 ore 23.20
La vita della mia mamma è appesa a delle macchine, lei è in coma, del suo cervello nulla è più vivo e attivo
La mia mamma ora non prova più dolore, questo mi consola, il saperla sofferente sarebbe stato troppo.
Oggi pomeriggio mentre andavamo in ospedale ho fatto una preghiera al buon Dio e gliel'ho ripetuta davanti al tabernacolo (secondo me non è un caso che per andare al reparto della rianimazione si passi davanti alla cappella) "Signore, fa che io sia con papà quando gli diranno che la mamma non è più tra noi" e mentre eravamo li per vederla il medico ci ha chiamati subito e ci ha parlato a lungo con estrema chiarezza e usando parole semplici, che ci potessero risultare comprensibili anche in un momento di dolore: ci ha detto che la mamma non soffre perchè non sente più nulla, che ormai è in coma, che il suo cervello è completamente morto, che è tenuta in vita dalle macchine e che domani le faranno il test per decretare la morte cerebrale. Ci ha detto che ci chiederanno se siamo favorevoli o contrari alla donazione degli organi e in questo la risposta di mio papà mi ha stupito "almeno continuerà a vivere!", sinceramente non sapevo cosa ne pensasse.
Domani sarà una lunga e dura giornata.
Oltre al mio papà sto cercando il modo di dirlo a zia Gabriella, vecchietta e sola, quindi ho già preso accordi per poterglielo dire in un momento in cui non sia sola e la stessa cosa sto cercando di fare con la mia madrina, Liliana, anche lei vecchietta e sola.
In questi giorni il Signore ci ha circondato di angeli in carne ed ossa, gli amici che ci sono vicini.

13/7/2010

cara mamma,
ieri vederti così immobile, così non più la mia mamma....è stato un qualcosa di indescrivibile
mi ha colpito la tenerezza del mio papà che diceva "e ora chi mi chiederà di scaldargli i piedi la sera?"....glielo chiedeva anche in piena estate, era il suo modo di dirgli "non ho voglia di andare a letto da sola"
Mio papà è spaventato di ritrovarsi da solo, nella vostra casa, a Roma
Non so se lo spaventi di più la solitudine per la solitudine o la tua assenza, il tuo prenderti cura di lui.
Da ieri si sono aperte nuove prospettive: ci trasferiamo noi a roma o papà a cossato? restiamo ognuno a casa sua? insomma è tutto da vedere.
Papà mi ha chiesto di aiutarlo a metter/dar via le tue cose, questo significa che non vuole creare un mausoleo a tua memoria, questo mi fa pensare che abbia voglia di andare avanti. Una delle mie paure è quella che lui si lasci andare e raggiungerti così velocemente.


15/7/2010 ore 16

Ieri è stato atroce.
Atroce doverti salutare per l'ultima volta, vederti per l'ultima volta.
Vedere le persone che ti volevano bene mi ha fatto capire quanto fossi amata e quanto amore avessi sparso con la tua vita. Un amore fatto di discrezione, di assenza di giudizio, di pacatezza, di parole buone. Lei non lo sapeva, ma era una donna di speranza, era arrabbiata con Dio per la mia salute e tante volte mi diceva "se avessi saputo tutto ciò non avrei fatto di tutto per averti", io sono contenta di esserci, sono contenta di aver conosciuto e vissuto con la mia mamma..la mia personalissima fabbrica di ansia.

Ieri durante la Messa don Gianni ha avuto parole di speranza, di vita...della vita eterna per te e della vita terrena per noi.


Accompagnarti fino a bari è stato strano, un corteo funebre che pareva speedygonzales.

La cosa peggiore è stato sentire l'odore che usciva dalle canne fumarie del forno crematorio, mi è preso il voltastomaco, sapevo che stavano bruciando te: sono entrata nella sala d'aspetto e non ne sono uscita più fuori fin quando non ci hanno consegnato l'urna rovente con i tuoi resti. Hanno provato a non farti prendere da me, ma io ti ho preso fra le mie braccia, era l'ultimo abbraccio che potevo darti, non volevo che qualcun altro ti prendesse. Ti ho messa in macchina, ho bloccato l'urna e ti ho portata ad Erchie. L'unica cosa che non sono riuscita a fare è stato quello di deporti dentro il loculo, non ce l'ho proprio fatta! Quando hanno richiuso il tutto mi sono sentita strappare un pezzo di cuore: sapevo che eri morta, ma quel gesto ha messo la parola FINE su tutto. Volevano andar via senza scrivere il tuo nome sul loculo, sul cemento con uno zeppo di plastica l'ho scritto io, non tolleravo l'idea che li, in quel posto, dovessi perdere la tua identità.
La vicinanza delle persone che ti hanno amato e che amano noi, ci è stato veramente di conforto. In tanti hanno fatto qualcosa per farci star bene, per farci sentire a casa.

Ieri realizzavo che mia zia Lidia è rimasta sola, erano in tre: 20 anni fa se ne andò zio Roberto e tre giorni fa la mia mamma. Uno dei suo commenti è stato "e ora come faccio a prenderci il caffè ognuno a casa sua mentre ci facciamo una chiacchierata al telefono?"


Qui nel condominio tutti ci fermano, non vogliono crederci. Una delle bimbe mi ha detto "io giocavo sempre con la tua mamma, lei voleva sempre giocare con tutti noi". La mia mamma amava i bambini, visto i suoi capelli bianchi, spesso la chiamavano nonna e lei gongolava.


Ieri pomeriggio, alla fine di questa lunga giornata, sono andata a trovare la Cia, è l'unica visita che ho fatto. La Cia è la mia nonna di scorta, ha 95 anni e voleva davvero tanto bene alla mia mamma. Come sono arrivata mi ha abbracciata e mi si è messa a piangere fra le braccia. Non se ne capacita, non ci vuole credere. La figlia mi ha detto che quando pensa di essere sola (è quasi cieca) si mette a piangere e dice "perchè lei che era ancora giovane e non io che sono così vecchia!?!?"

Sono domande a cui non ci è possibile dare una risposta.

Gli amici di famiglia continuano a telefonare, ancora increduli.

Alcuni che chiamano, tocca a me consolarli. Ho il cuore straziato dal dolore per la perdita della mia mamma e dalla preoccupazione per il mio papà che si è ritrovato improvvisamente solo. Spaventato. Ad Adriano ha detto "sono vecchio e solo, ho paura di non farcela a ricominciare da solo"

Con Adri stiamo pensando anche alla possibilità di trasferirci a Roma, e a questo proposito papà ci ha detto che casa è grande. Vedremo dove ci condurrà il lovoro, so che a questo punto ricomincerò anche a presentare qualche domanda di lavoro su Roma.


Vorrei poter levare tutto il dolore possibile al mio papà, anche se sono contenta di questo dolore, perchè significa che non stavano insieme per abitudine, erano veramente due mezze mele che si erano ritrovate e legate per la vita.


sta mattina ho sentito papà che si alzava, e allora mi sono alzata e mi fa "ancora non ci ho capito niente"...comincerà a capirci qualcosa quando anche noi saremo andati via.


mi aveva chiesto di dar via i vestiti che mamma aveva qua, ed io l'ho fatto mentre lui era via per accompagnare gli zii al treno. non volevo mi vedesse mentre mettevo la roba nei sacchi per la caritas.


sta sera cercheremo di farlo uscire, cerchiamo di farlo divagare un pochino....avrà fin troppo tempo per starsene da solo.


in questi giorni pensavo alla mia mamma e alle persone che avrà riabbracciato in cielo: suo papà, suo fratello (con il quale si sarà fatta una litigata clamorosa), la sua mamma, lo zio Pietro ecc ecc...........ma soprattutto potrà finalmente godersi mio fratello. Fino a pochi giorni fa io mi son goduta la mamma, ora tocca lui. Spero che da lassù veglino su papà e gli diano la forza di andare avanti.



cossato, 18/7/2010

ieri siamo rientrati ed è cominciata a crollarmi addoso la stanchezza e la tensione di questa ultima settimana.
oggi si è ricominciato a vivere, un vivere diverso senza più la presenza fisica della mia mamma.
oggi ho sentito papà sereno, ha passato la giornata al mare con amici di famiglia e coi loro nipotini.
papà fa progetti su come riorganizzarsi la vita, questa nuova vita che lui non si è scelto. Questo mi dà speranza per il suo futuro e per il nostro futuro con lui.


Dedicato alla mia mamma, ringraziandola per avermi donato la vita