domenica 28 gennaio 2018

la resilienza

La Resilienza è la capacità di adattarsi a momenti traumatici, trovando soluzioni a volte molto creative e restare fermamente in piedi. 
Per me è significato attraversare molti eventi traumatici, restare un momento stordita, senza sapere più chi ero e nel volgersi di poco, raccattare tutti i pezzetti che erano esplosi e ricomporre una me, diversa da prima, proprio perché cambiata dai traumi vissuti, ma in piedi e con la voglia di proseguire il cammino!

Più di un anno fa, un amico (Andreaneedlemancarboni) mi ha fatto conoscere il sito di Alessandra Adelaide Neddleworks dove mi sono innamorata subito dei suoi mandala (prima non sapevo cosa fossero, ammetto la mia ignoranza in materia) ed in particolare di quello intitolato "La Resilienza".

La mia Resilienza è stata iniziata durante un ricovero ospedaliero nel dicembre 2016 e nel dicembre 2017 sono riuscita a portarla a termine. 
Questo ricamo è stato proprio il riflesso dell'anno vissuto, tanti traumi e tanta voglia di andare avanti; tante volte ho dovuto disfare pezzi di questo ricamo per poi ricominciare e andare avanti.
E' stato un ricamo complesso, non facile da eseguire,  non avevo nessuna intenzione di lasciarlo incompiuto.

Per realizzarlo ho utilizzato una tela aida a 72 fori di un verde mela molto chiaro, e del filato moulinè rosso.
Il rosso è il mio colore preferito e su quel verdino mi è piaciuto l'effetto che faceva.

Mi sono dovuta disegnare una griglia di 10*10 punti, per avere dei punti di riferimento, altrimenti non sarei riuscita ad arrivare a termine del lavoro.

Poi è arrivato il momento di incorniciarlo, e fare una cornice quadrata, secondo me, non gli rendeva giustizia, quindi ho scelto una cornice ottagonale, che a mio avviso, faceva risaltare la forma del ricamo.

domenica 29 ottobre 2017

Sentirsi liberi




La libertà è un concetto molto difficile da spiegare, perché ognuno di noi la sente e la vive in modo diverso.

La domanda che mi viene da fare è: liberi da cosa o da chi? Libera dalla clausura fatta da casa-ufficio-medici.

Per me libertà, in questo momento, passa attraverso il riuscire a camminare dritta e con pochi dolori dopo 13 anni.

La mia libertà si chiama deambulatore, che mi consente di fare delle belle passeggiate senza piangere dal male ed essere costretta a rinunciarvi dopo poche decine di metri.

Libertà è sentirmi le gambe di legno, perché il giorno prima ho camminato per ore e commuovermi perché temevo di non riuscire più a farlo.

Libertà è finire di lavorare, inforcare la rolls (il deambulatore) e andarsene a passeggio per un’ora e mezza, tornare a casa stanca, ma molto soddisfatta.

Libertà è sentire i muscoli della schiena indolenziti, perché dopo 13 anni che cammini storta, non tutti vogliono subito riallinearsi per una giusta postura.

La libertà è dire: “mi è sempre piaciuto camminare, lo facevo spesso e per ore…ora posso tornare a farlo, meno spesso, meno ore, ma posso farlo!”

La libertà è gioire di una giornata di sole, anche se freddino, mettersi una maglia in più e andare a vagabondare.

Non so chi abbia ideato il deambulatore, ma giuro che ha tutta la mia riconoscenza!

lunedì 20 marzo 2017

Ti ho pensata

Ciao mamma,
Oggi ti ho pensata più  del solito.
La primavera sta arrivando e con essa le camelie.
Si le camelie che non sei mai riuscita a far crescere sul tuo balcone.
Quelle camelie che spesso ti regalavo.
Oggi ho visto un albero enorme di camelie fucsia e sorridendo ti ho pensata.
Da quaggiù ti mando un bacio e una camelia.

domenica 19 febbraio 2017

come hai detto che ti chiami?

"Come hai detto che ti chiami?", quante volte me lo sono sentita dire, nonostante abbia un nome facile da dire a da portare. 
Ma se uno si trovasse a portare un insieme di nomi, e da questo mi sono salvata solo dalle virgole dopo il primo nome, certo la vita ti si potrebbe complicare non poco.
Ho un amico con due nomi, alcni di noi lo chiamano col primo nome ed altri col secondo e se non li conosci tutti e due succedono scene esileranti.
Torniamo al libro di Simona, dove Giulia Agrippina Augusta sogna di essere chiamata solo Giulia, come darle torto!
Giulia ha una famiglia decisamente alternativa e variegata, come quella in cui viviamo un po tutti, ha una vita sentimentale molto incasinata e un carattere indefinibile, perchè reagisce sempre come un gatto accarezzato contro pelo per difendersi dalla sua paura di soffrire, quindi sembra sgorbutica, antipatica, intrattabile e non addomesticabile......poi arriva il suo gemello che va a convivere con la sua amata EriKa e il nuovo coinquilino Valerio.
Anche i gatti accarezzati contro pelo possono trovare persone e situazioni che le fanno cambiare modo di mostrarsi agli altri.
il tutto condito con tante battute esileranti, infatti quando ho cominciato a leggere il libro, prima di dormire, dopo l'ennesima risata il barbamarito mi fa: "hai cominciato a leggere il nuovo libro di Simona?"
Scordavo, odio le storie d'amore, ma qui ce ne è più di una, ma nessuna sdolcinata.
La storia tra Giulia e il suo amore.
La storia tra i genitori di Giulia.
La storia del gemello della nostra potagonista con Erika.
La storia tra nonna Italia e il nuovo spasimante misterioso.
e poi le storie d'amore di Simona sono troppo divertenti!

venerdì 29 luglio 2016

9 giorni........

ho trascorso 9 giorni in ospedale, dove ho avuto la fortuna di trovare personale molto qualificato e dove ho conosciuto diverse persone, le mie compagne di stanza:

una signora, non giovane, che mi ha fatto viaggiare in paesi che probabilmente mai vedrò, con i suoi racconti. che mi ha regalato pezzi della sua vita. i suoi due figli molto preoccupati per lei e che hanno cercato di starle vicina al massimo delle loro capacità e vedere il marito che quasi non riusciva ad aprire bocca ma che gli si illuminavano gli occhi al solo vederla.

una ragazza devastata dagli effetti collaterali di una chemio, la sua voglia di combattere e di tornare a rimettersi in piedi e di come uno dei medici che la segue stia combattendo più di tutti gli altri perchè tutto ciò possa avvenire

una signora di 88 anni, che non vedeva il marito da 15 giorni, che solo al sentirlo per telefono gli sono brillati gli occhi........la figlia diceva che tubavano come due piccioncini dopo 52 anni di matrimonio. era uno spettacolo solo il sentirla parlare. "ti amo" e "mi manchi" lo si dice a tutte le età!

giovedì 14 luglio 2016

cara mamma ti scrivo......

che il 12 è stata una giornata di quelle che ti tolgono il fiato per tutto quello che è successo, eppure la sera a cena sei stata nei nostri pensieri e noi nostri cuori: abbiamo parlato di te!

ricordo ancora la telefonata che ci siamo fatte la mattina prima che ti sentissi male, ci siamo lasciate ridendo. ti sentivo felice! eri in vacanza, in un luogo che amavi col tuo Roscio (diciamo ex-roscio......che è sempre più bianco).

ricordando la serata toast, organizzata all'ultimo minuto a casa nostra. Era arrivato il barba dal lavoro e mi fa dispiaciuto: "ma avevo capito che sta sera avremmo fatto i toast" ed io: "no, perchè c'è mamma" e tu: "perchè io ho fatto la cattva allora niente toast?". Ci siamo guardati in faccia e mentre il barba andava a prendere la tostiera in garage io e te abbiamo cominciato a preparare il necessario.

mi manchi, mi manca la tua faccia da birba!

sono 6 anni eppure sei sempre nei nostri cuori.


mercoledì 6 luglio 2016

medici........poi ci sono i Medici!

oggi sono andata a fare una prima visita in ospedale, come se non mi bastassero quelle che già faccio di solito.

mi si è presentato davanti un medico non giovanissimo, quindi ti viene da pensare che abbia una certa esperienza alle spalle.........sicuramente non di buona creanza (si diceva una volta)

mi chiede se fumo, io gli rispondo di no (e fin qui tutto normale) e lui "nemmeno le canne?"
sorvoliamo che è arrivato a parlare anche di uso di cocaina ed eroina, riferendosi non solo a me ma anche a mio marito.

ma se a un medico del genere uno si alza e lo piglia a sberle.......poi viene condannato o è legittima difesa dall'imbecillità altrui?